Lavoro: le donne italiane sono ancora poche

donna al lavoroMancano venti punti per raggiungere la parità. È quello che emerge dai dati Istat sulla partecipazione delle donne italiane al lavoro. Questi venti punti raccontano la differenza rispetto al tasso di occupazione maschile: secondo i dati dell’Istat, le lavoratrici rappresentano il 46,4% contro il 68,8% di lavoratori.

È un dato questo che manda le donne italiane in fondo alla classifica dell’Unione Europea con dodici punti in meno rispetto al tasso di occupazione degli altri Paesi membro.

Tuttavia, La situazione, pur difficile, mostra dei segnali di ottimismo. Se si osservano gli ultimi 50 anni, si può assistere ad una progressione su un paio di versanti.

In una forza lavoro passata dai 21,5 ai 25 milioni, gli uomini sono calati dai 14,9 milioni ai 14,7 – con una variazione negativa dello 0,8% – mentre le donne sono aumentate dai 6,6 ai 10,1 milioni pari a un + 53%.

L’altro aspetto riguarda scolarizzazione sul cui fronte è già avvenuto il sorpasso. Nel 1961 erano iscritte all’università quasi 60 mila donne, il 27% del totale. Oggi sono diventate 1,2 milioni, il 55%. Stesso discorso per le laureate: nel 1961 conseguivano il titolo poco più di 7 mila contro i quasi 16 mila uomini. Nel 2009 sono diventate il 58% del totale.

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